Sono tornata sabato 26 da quello che, senza ombra di dubbio, posso definire il più bel viaggio che abbia mai fatto in vita mia.
Gli abitanti chiamano “Glastonbury Experience” una serie di accadimenti ed emozioni che molti (se non tutti) provano approdando in quella che una volta era l’Isola (e la I maiuscola non lo è a caso).
Alcuni non sentono nulla e se ne vanno sbigottiti e arrabbiati, altri percepiscono una gran pace, altri ancora hanno incontri che li segnano…per ognuno è diverso poiché diverso è il Cammino da percorrere.
Per quanto mi riguarda tutto ciò che volevo trovare, materialmente e spiritualmente, l’ho trovato e anche molto, molto di più e mi sento profondamente e immensamente grata.

Ho conosciuto persone molto umili, spirituali, rispettose, amichevoli e positive; ho visitato luoghi dall’erba color smeraldo e il clima caldo e soleggiato, dopo il primo giorno di nuvole, ci ha accompagnato miracolosamente per tutta la settimana (stupiti anche gli abitanti che ci hanno definito estremamente fortunati).
La mia Experience l’ho sentita nella pelle, nel sangue e man mano che i giorni passavano è arrivata fin dentro le ossa, un turbine di energia che sgorgava incessantemente da quella Terra.
Ogni giorno è stato disseminato di piccoli segni, piccoli accadimenti (trovare un cristallo di un certo colore in un particolare luogo, provare alcune sensazioni, incontrare determinate persone, ecc….) e ognuno di loro è stato così intenso e importante che non so se riuscirò mai a ricambiare tutto ciò che ho ricevuto ma soprattutto ci si rende conto che non è suggestione, davvero ci sono tante, tantissime, troppe cose tutte insieme e tutte incastrate perfettamente per essere considerate frutto di illusione (e io comunque sono anche ben piantata a terra quindi è difficile farmi fare voli pindarici).

L’ultimo giorno è stato quello più sentito perché la sincronicità ha governato tutte le ultime ore della mia permanenza a Glastonbury.
Non voglio entrare nei particolari, per la prima volta dopo un viaggio non me la sento di pubblicare le foto (ne ho fatte 375) e di raccontare ciò che ho visto e ricevuto.
Potrà sembrare strano o egoista anche perché ci sono molti miei amici e amiche che vorrebbero vedere quei luoghi ma spero comprenderanno che stavolta proprio non me la sento.
Per me non è stata una vacanza ma un Viaggio che aspettavo di intraprendere da 5 lunghi anni, un Viaggio soprattutto spirituale che mi ha fatto scoprire aspetti di me stessa e di quel sacro luogo che non pensavo di poter mai conoscere.
E’ stato tutto troppo sentito, troppo forte e troppo intimo per poterlo condividere.
Il giorno prima della mia partenza ero al bar a scrivere e più scrivevo, più sentivo salirmi dentro la totale repulsione di voler/dover mostrare ciò che avevo visto e provato in quella settimana; una sensazione a me totalmente sconosciuta dato che non ho mai avuto il minimo problema a condividere mille foto di vari viaggi, anzi ne sono sempre stata più che felice.
Ma stavolta no, non posso andare contro ciò che sento anche perchè ho capito che Glastonbury cambia ed è diversa per ognuno, ciò che vedreste nelle mie foto potrebbe apparire troppo o poco esaustivo, insignificante, bellissimo o il loro opposto quindi mi scuserete ma mi ritiro in silenzio.

Sono immensamente grata, solo questo:)

)O(

Annunci