Ringrazio le ragazze che hanno postato i loro commenti e sento il bisogno di ampliare il discorso del precedente post, approfittando del commento di Niv e del post di Ceci.
“Essere in armonia con se stessi” dice Niv ma onestamente penso che questo c’entri solo in parte, nel senso…io sono in armonia con me stessa, ho trovato un mio equilibrio riguardo alla mia vita, la mia anima, le mie inclinazioni però ogni creatura a questo mondo anela al raggruppamento piuttosto che all’isolamento, è anche così che afferma la propria natura di essere vivente, rapportandosi agli altri della stessa specie. Che sia per amicizia, riconoscimento, amore, accoppiamento o altro è normale che se il “branco” lo rifiuta nasca un senso di frustrazione.
Io posso anche dire: “E’ un problema loro se mi trattano male o non capiscono la differenza tra me e una stronza”, però diventa anche un mio problema perché sento di non essere “riconosciuta” dai miei simili.
Ceci invece scrive sulla bontà e il suo post mi trova totalmente d’accordo, la società si è talmente raffreddata ed incattivita che ormai essere buoni è un difetto e sintomo di debolezza.

Ciò che però mi lascia basita è che la gente dice di sentirsi sola e di aver vissuto situazioni molto simili (basta vedere anche i commenti al post di Ceci o gente che ne parla in giro o ne scrive su vari forum) ma questa cosa è diventata ormai come i voti a Berlusconi: tutti dicono di non votarlo ma poi si scopre che di voti ne ha ricevuti una valanga e come disse Crozza: “1 italiano su 2 lo ha votato ma allora perché io incontro sempre l’altro italiano su 2?!!”.
Idem in questo caso: tutti a lamentarsi che i rapporti umani sono superficiali, che nessuno li apprezza, tutti brutti cattivoni ma chissà come mai poi incontri sempre gente stronza.
Sono sempre gli altri ad aver sbagliato, a non ricordarsi di noi, ad avere qualche problema o difetto e questo è un atteggiamento tipicamente italiano: ci si lamenta ma la colpa è sempre degli altri.
Quindi le cose sono due: o è tutta gente ferita che ormai si è corazzata oppure è gente che non sa che significa investire nei rapporti e pretendere di avere degli amici senza il minimo sforzo.

Mi ritrovo a quasi 32 anni con gente che mi dice: “io ti voglio bene ma lo sai, non c’è bisogno di dimostrarlo/io non mi faccio mai sentire ma se hai bisogno, corro” e altre frasi come queste che ormai mi hanno davvero stufato.
Ecco, io a questa gente ho detto basta e ho deciso che è molto meglio tenere un po’ di distacco perché ho provato talmente tante volte a fidarmi del prossimo, a dare la mia amicizia, a credere nelle persone che ormai ho perso il conto di quanti lividi mi siano invece tornati indietro ed ora, proprio per mantenere quell’armonia, penso a me e solo a me.
Forse tornerò a fidarmi del prossimo in futuro ma ora sento che non mi è proprio possibile.

E forse aveva ragione Josephine Hart nel suo Il Danno: “Le persone danneggiate sono pericolose, sanno di poter sopravvivere… È la sopravvivenza che le rende tali… perché non hanno pietà. Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro”.

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